C’è una caratteristica che accomuna le donne della mia famiglia dalla parte di mio padre: le tette grosse.
Io non ho preso da loro. O meglio, inizialmente sembrava visto che ho avuto uno sviluppo “esplosivo” che mi ha fatto passare dalla zero alla quarta in tempi rapidissimi, provocandomi uno shock. Poi però lo sviluppo ha avuto un assestamento e, insieme alla definizione di una figura longilinea, le tettone sono sparite lasciandomi una seconda che si crede una terza e si ricorda di essere stata una quarta. Questa volta lo shock è stato più forte perchè mi sono sentita menomata.
Ero abituata a mettere maglie larghe e a correre con una mano sul petto per tenere a freno le bocce che saltavano come impazzite, poi d’un tratto non si è mosso più nulla neanche facendo il triplo carpiato.
Conservo ancora gelosamente alcuni reggiseni taglia quarta come ricordo di una cosa che è successa davvero, non me la sono sognata: io sono stata tettona!

Le donne della mia famiglia dalla parte di mia madre, invece, sono quasi tutte accomunate da un’altra peculiarità: il culone.
Ecco, io ho preso decisamente da loro e, nella mia figura esile, spicca lui: sporgente e fiero.

Non voglio fare quella che si lamenta per finta dicendo che odia le sue natiche. No, non è così.
Voglio dire, sono immersa nel ballo e nella cultura latinoamericana e da quindici anni, quindi non posso che essere a mio agio con l’immagine delle donne dai fianchi generosi.

Ormai so per certo che gli uomini sono attratti tipo calamita principalmente da quello. Alcuni esclusivamente da quello. E comunque, prima di tutto da quello.
Cioè i maschi ti analizzano col loro radar integrato.
Se hai le tette grosse ti guarderanno a quell’altezza.
Se non hai le tette grosse, ma il culone, gli verrà il torcicollo per guardartelo.
Se hai sia le tette grosse che il culone, sei una stronza, questo lo sai, vero?
Ehm, volevo dire, in questo caso agli uomini girerà la testa e anche le orbite degli occhi.
Se non hai nè le tette grosse, nè il culone… beh tesoro, spero tu abbia gambe chilometriche e dei meravigliosi occhi azzurri, altrimenti gli uomini non avranno interesse a guardarti. E’ facile che ti scambino per un albero o altro oggetto inanimato e e si mettano a parlare con un ramo invece che con te.

Una volta identificato l’oggetto del desiderio, nel mio caso il culo, loro gli parlano pure.
Gli dedicano complimenti, frasi spinte, desideri, sogni, paure e tante altre cose, il tutto accompagnato da sorrisini e facce da allupati. E’ un dialogo a senso unico, perchè il culo mica vive di vita propria, lui vive insieme a me e, anche se è difficile farlo capire ad un uomo, anche il culo (inteso nella sua totalità) è gestito dal cervello… ah, il cervello, questo sconosciuto!
Ma loro, gli uomini, nella loro beata innocenza, sono pure convinti che rivolgere (solo) al tuo culo apprezzamenti vari, ti faccia un gran piacere. Anche quando sono in branco e si fanno tante simpaticissime (?) risatine.
Qualcuno potrebbe cogliere l’assist e dire che forse mi succede perchè ho la faccia come il culo (in senso figurato, s’intende!). Sì, a volte ce l’ho, ma in questo caso non c’entra.

Fatto sta che pure gli sconosciuti parlano al mio culo, che per inciso, non è perfetto come quello di Belen Rodriguez, né grosso come quello di Jennifer Lopez.

Oggi pomeriggio, per esempio, nel pieno scazzo da sabato pomeriggio di riposo, mi sono infilata i pantaloni della tuta con le sneakers da ballerina di hip-hop e sono andata al centro commerciale.
(Sì, avete letto bene, i pantaloni della tuta e le sneakers da ballerina di hip-hop).
Mentre camminavo, distratta come sempre, mia madre mi ha fatto notare che un gruppo di bimbiminkia in età da ormonella a mille mi ha apostrofata con un dolcissimo: “Minchia che culo!”.
Tralasciamo il fatto che ho il doppio dei loro anni anche se ero vestita come una loro coetanea.

Poco dopo, dentro un negozio di bijoux, trucchi e accessori (quindi un negozio prettamente femminile), mentre giravo tra gli espositori per scegliere un cappello anni ’40 (sì, avete letto bene anche stavolta!), sentivo una presenza alle mie spalle. Mi sono girata e ho visto un tipo, stavolta della mia età o qualcosa in più, a meno di un metro da me che mi fissava il culo. Mi sono spostata di 180 gradi e di nuovo la stessa sensazione. Mi sono girata ancora ed eccolo di nuovo: si era spostato pure lui, sempre in direzione del mio culo.
Ovviamente quando io mi giravo, lui indirizzava lo sguardo altrove  e faceva finta di cercare qualcosa da comprare. Il giochetto è andato avanti fino a che il tipo non ha capito che io mi spostavo apposta e lo fissavo, così non ha potuto fare altro che uscire dal negozio.
Avrei voluto dirgli che è solo un culo, niente di più.

Quindi non c’è bisogno di buttarsi giù da gara, pure con un pantalone sportivo puoi attirare gli sguardi e i monologhi degli uomini, perché loro trapassano la stoffa con gli occhi.
Devo ancora capire quale abito sia necessario per catalizzare l’attenzione maschile sul cervello femminile e sulla donna nel suo insieme. Se qualcuno l’ha capito, mi illumini!

P.S.: Il plugin che controlla il SEO su questo blog mi dice: “In questa pagina non appare alcuna immagine, considera di aggiungerne alcune rilevanti”. Non me ne voglia Google, accetto di essere essere un minimo penalizzata, ma la foto in questo post, anche no!