(Immagine da keepcalm-o-matic.co.uk)

Qualche giorno fa nel raccontare della mia caduta che mi ha provocato una distorsione alla caviglia, parlavo della difficoltà nell’utilizzo delle stampelle. Mi chiedevo addirittura se ci fosse un tutorial da qualche parte, ma credo di no.
Era solo il primo giorno; ora che di giorni ne sono passati 3 resto ancora un’incapace in questo senso.
Ci sono però alcune cosette che potrebbero essere utili a chi parte sprovveduto come me.

Stampelle: istruzioni per l’uso (secondo me)

1) Chi progetta le stampelle non perde tempo a pensare alla comodità. Magari mi sbaglio, ma tutte quelle che ho visto in giro presentano lo stesso problema.
Per fare dei passi con le stampelle dobbiamo sollevare il peso del nostro corpo con le braccia, facendo leva sui “manubri” (forse non si chiamano così, ma somigliano ai manubri delle biciclette).
Per chi come me ha le braccia anoressiche e le mani di una bambina di 9 anni, si tratta di uno sforzo che già dopo una decina di passi si mostra notevole, nonostante il modesto peso da sollevare. La parte che soffre di più è il palmo delle mani, visto che poggia sul duro per sollevare il peso del corpo.
Se non volete trovarvi a guarigione della gamba con le mani piene di calli neanche foste dei muratori, vi conviene attrezzarvi con delle imbottiture home made come ho fatto io:

stampelle

 

Per realizzare questa opera di indiscutibile design ho utilizzato una spugnetta per lavare i piatti. Ho tolto la parte abrasiva verde e l’ho tagliata a metà come un sandwich. Poi ho legato le estremità con degli elastici. Poca spesa e tanta resa visto che questa lieve imbottitura le ha rese molto più comode!
(la foto fa cagare, ma al momento faccio fatica a tirarmi in piedi figuriamoci se posso pure fare la fotografa seria).

2) Fate passettini piccoli altrimenti rischiate di sbilanciare il peso e cadere (io ho rischiato finire nuovamente genuflessa almeno una decina di volte).

3) Per non stancarvi troppo, quando siete a casa (quindi in un luogo con un pavimenti liscio e diritto), utilizzate il “passo strisciante” (che abbinato ad una giusta base musicale potrebbe diventare il tormentone dell’estate 2012!), cioè se come me avete il divieto assoluto di appoggiare il carico sulla gamba offesa, non c’è bisogno di sollevare per bene il peso del corpo e la gamba sana.
Semplicemente strisciate la gamba funzionante così solleverete meno peso e farete meno fatica.
Magari potete mettervi una pezzetta sotto la scarpa così mentre strisciate, date una spolverata ai pavimenti. 🙂

4) Le scale. Ovviamente mi verrebbe da dire, prendete l’ascensore, però non è sempre possibile. Quindi se proprio dovete farla a piedi, attenzione, attenzione, attenzione. E’ una delle cose più difficili.
In discesa: appoggiate le stampelle sul gradino sotto a quello in cui vi trovate, scendete appoggiandovi sul piede sano. Andate piano altrimenti rischiate di confondervi. Scendere le scale alternando i piedi è un gesto innaturale che diventa automatico. Scenderle a piedi uniti appoggiando il peso solo uno di essi implica che il cervello si allontani dall’automatismo e impari a fare una cosa nuova.
In salita: qui sono volatili per diabetici . Usando la stessa tecnica della discesa, cioè mandando avanti le stampelle prima del corpo troveremo delle difficoltà, soprattutto se i gradini sono alti, perchè le braccia dovranno piegarsi e mantenere l’equilibrio sarà più difficile.
Onde evitare di cadere io ho scelto il male minore: ho leggermente appoggiato il carico sul piede offeso.

Questi sono solo alcuni suggerimenti nati dalla mia lunghissima esperienza con le stampelle (3 giorni!) e non scientificamente provati visto che non sono un medico. Ergo, delle possibili stronzate. O magari no. Ad ogni modo, servono per sdrammatizzare ed evitare la noia del dover restare semi-immobili.
Per i consigli seri affidatevi ad un professionista, oltre che al vostro buon senso (che tante volte è quasi meglio!).