(Immagine di Minchioletta)

Stamattina ho finalmente deciso di mettermi le mie nuovissime scarpe gialle.
Ho passato alcuni giorni nell’indecisione (arieccola) pensando di riportarle al negozio per cambiarle (cosa che faccio praticamente con ogni acquisto) dal momento che il giallo di queste scarpe non è della stessa identica tonalità di tutti i miei indumenti gialli (è la psicopatica che è in me a parlare). Ok, la smetto con le parentesi.

Poi però ho realizzato due cose:
1) in quel negozio, di fronte a cotanto negoziante, avevo già fatto una figura demmerda quindi meglio evitare, anche considerando il costo ridicolo delle scarpe;
2) sono troppo belle e comunque non avrei avuto il tempo e la pazienza per girare ancora alla ricerca delle scarpe gialle perfette (perchè ormai è deciso: quest’anno senza scarpe gialle non posso vivere!)

Così, fiera del mio abbinamento bianco/giallo dalla testa ai piedi, ho cominciato la mia giornata dirigendomi verso l’agenzia.
Ero alla fermata dell’autobus, praticamente ferma, quando dalla posizione eretta e tronfia sulle mie scarpe gialle, mi sono trovata in una frazione di secondo genuflessa e, se non mi sono stampata con la faccia a terra, è stato solo grazie all’intervento di due passanti che mi hanno tirata su con grande tempismo.
Una persona normale avrebbe messo le mani avanti per attutire il colpo, ma io non ho mollato la mia borsa e il sacchetto con la schiscetta neanche a morire!
C’era una buca, neanche grossa, e io sono riuscita a cadere rovinosamente, in pieno centro a Milano all’ora di punta, quindi ben visibile da un numero imprecisato di persone. Che già senza cadere, una vestita di bianco e giallo con una zeppa di 12 centimetri a righe non passa esattamente inosservata.

scarpe-gialle

(Immagine di Katebartnik)

Il mio primo pensiero ad alta voce è stato “che figura di merda!”, il secondo, che per fortuna ho trattenuto dentro di me, era rivolto alle scarpe che speravo non si fossero rovinate dopo solo 15 minuti di vita ai miei piedi.

Appena mi sono rialzata ho sentito un dolore al ginocchio che difatti riportava un’escoriazione evidente, ma stoica come mai, ho proseguito in direzione dell’agenzia.
Ho recuperato del ghiaccio secco e l’ho messo sul ginocchio (pensando fosse l’unica parte offesa a seguito della caduta), giusto per evitare che si gonfiasse, perché è un punto bastardo per farsi male. Sono anche uscita per pranzo.
Al ritorno in agenzia ho cominciato a sentire un male sempre più forte alla caviglia destra. La mia collega mi parlava, ma non capivo una parola, già offuscata da questo dolore improvviso e che cresceva rapidamente di intensità. Nel giro di mezz’ora non potevo più appoggiare il piede per terra e il gonfiore era esagerato. Così ho preso un taxi e me ne sono andata al Pronto Soccorso.
Da notare che io solitamente prendo le distanze sia dagli ospedali (per paura) che dai taxi (che boicotto per i prezzi). Aver deciso di venir meno a queste mie due abitudini in una sola volta fa capire quanto la situazione fosse degenerata.

L’infermiera in accettazione, simpatica come la sabbia nel costume, aveva tutta l’aria di voler provocare una lite e io, che già normalmente raccolgo con piacere certe provocazioni, con la caviglia dolorante stavo per scatenare l’inferno. Credo che, avendomi visto arrivare in taxi sulle mie scarpe gialle con zeppa 12 centimetri, abbia pensato che la caduta me la fossi cercata e che quindi non avessi il diritto di farle perdere i 3 minuti di tempo necessari per compilare il modulo per l’accesso al Pronto Soccorso.
Allora bella, io porto i tacchi da quando ero adolescente, ho ballato salsa ad una media di +8 centimetri da terra per dieci anni e non sono mai caduta. Quella di oggi è stata solo sfiga!

In sala d’attesa sono rimasta circa sei ore durante le quali la mia caviglia è lievitata come il migliore degli impasti per la pizza e il dolore e la sensazione di calore sono aumentati a dismisura. Sono arrivata composta e convinta dell’importanza di essere fashion anche all’ospedale, sopportando il dolore e i fastidi per questa nobile causa.
Poco dopo parte di questa compostezza è andata a farsi fottere e ho cominciato a piegarmi su me stessa sperando che una qualche anima pia con un camice mi allungasse un qualsiasi antidolorifico e che i due ragazzi dell’est seduti di fronte a me, la smettessero di guardarmi le tonsille dal basso (dicendosi frasi a me incomprensibili) visti i tre centimetri di stoffa che avevo al posto della gonna.
Quando il gonfiore della caviglia era ad un passo dall’impedirmi di togliermi le scarpe se non tagliandole, la sofferenza ha avuto il sopravvento e ho ceduto alla libertà di un paio di Havaianas rosse (che mi ha portato mia madre sopraggiunta nel frattempo) che col bianco e giallo della gonna e della maglietta facevano a pugni. E per completare in bellezza, sono finita su una carrozzina visto che poggiare il piede per terra era ormai impossibile.

Dopo le radiografie e la visita finale, ecco il responso: contusione al ginocchio, distorsione alla caviglia, lesione ai legamenti. Prognosi 14 giorni (per cominciare). Riposo assoluto e astensione totale dal lavoroArto sollevato e obbligo tassativo di non appoggiare il piede per terra e utilizzo delle stampelle. Più ghiaccio e una serie di medicamenti vari che non sto ad elencare.

I primi dieci metri con le stampelle, dalla macchina al portone e poi dal portone all’ascensore, stavano per procurarmi un’altra serie di cadute, all’indietro stavolta. Sembra facile usare le stampelle, ma non lo è. Dovrebbe essere obbligatorio seguire un corso preventivo, così in caso di emergenza uno non arriva impreparato.
Siccome io ci sono arrivata impreparata, non esiste un tutorial su YouTube per imparare ad usarle? Ci deve essere, c’è per tutto!

Ci tenevo a farvi vedere lo spettacolo immondo, altro che fashion, della mia condizione di stasera dopo questa giornata memorabile (opportunamente sfocata per evitarvi uno shock!):

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E si conclude così la mia prima volta con le scarpe gialle che ricorderò per tutta la vita.

Ah, per la cronaca, le scarpe gialle a seguito della caduta non solo non mi si sono sfilate dai piedi, ma non hanno riportato neanche un graffio o un riga di sporco. Almeno la soddisfazione di aver fatto un acquisto azzeccato!