Lavoro in pubblicità quindi mica la demonizzo, anzi.
Quello che però mi provoca l’orticaria è il contenuto di alcuni messaggi pubblicitari, nello specifico parlo dei post sponsorizzati di Facebook.

Allora, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook non ha messo su una Onlus, quindi fa bene a utilizzare un simile bacino di utenza mettendo in vendita spazi pubblicitari.
Per chi non lo sapesse (davvero?) i post sponsorizzati sono quelle fastidiose inserzioni che compaiono random nelle nostre home page di Facebook. Si tratta di post che dovrebbero finire sulle varie bacheche sulla base delle caratteristiche e delle preferenze espresse da ogni utente.
Insomma, a seconda di dove clicchi Mi Piace e a cosa scrivi, sia nelle informazioni del tuo profilo che in generale su FB, lui si fa un’idea di te e ti manda dei post sponsorizzati che dovrebbero fare al caso tuo.

Dovrebbero, appunto.

Io, peccando di onestà come sempre, ho indicato nelle informazioni personali che sono single.
Probabilmente, siccome questo status é lì da secoli, Facebook in maniera caritatevole, ha pensato bene di bombardarmi di annunci dedicati a noi scoppiati (nel senso di non accoppiati).

Tanto per cominciare, Facebook mi invita a fare autocritica. Se sono single ci sarà un motivo e magari dipende proprio da me. Mi manca qualcosa o ho qualcosa in più che allontana i pretendenti.
Per esempio la cellulite è qualcosa in più di cui liberarsi (vengono considerate sempre le cose importanti, eh!).
E allora ecco che arriva il post sponsorizzato con la panacea per il problema numero uno della donna moderna:

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Et voilà! Ora che ho capito capito come sconfiggere la buccia d’arancia sui gambe e glutei, sarò pronta, in men che non si dica, a buttarmi nella mischia.
E come, se non con una serata per single in locale giocando allo SpeedDate?
(#nonvedevolora)
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Se non l’avessi recepito la prima volta, Facebook ospita un secondo post sponsorizzato dello stesso locale:
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Stavolta non si parla di SpeedDate, ma di “nuove amicizie e divertimento dedicato ai single”.
Il messaggio sottile è che se sono single, non mi manca solo un fidanzato, ma pure gli amici. Perchè ovviamente essendo tutti in coppia mi hanno esclusa dal loro giro. Insomma un quadretto felicissimo, ma che potrebbe succedere.

Vogliamo parlare della ragazza raffigurata nel banner? E’ felice come una Pasqua per questa opportunità offerta dal locale di partecipare ad una serata piena di sventurati  persone accomunate dalla stessa situazione sentimentale. Un’occasione imperdibile per diventare preda di allupati a caccia.

E che dire della data tattica? 12 febbraio. Tutto calcolato. Se va bene e acchiappo, con un pizzico di culo va a finire che quest’anno il San Valentino non lo passo sul divano col pigiama di flanella a raschiare il fondo del barattolo di Nutella, mentre mando maledizioni a tutti quelli che postano sui social cuoricini, messaggi sdolcinati e foto con fiori e regali dei fidanzati.
Insomma, potrei accaparrarmi un fidanzato last minute giusto per non sfigurare e poter dire che anche io festeggio San Valentino!
E’ una prospettiva che mi alletta tantissimo, eh… credeteci!

Se per qualche motivo la serata per single non finisce con l’esito sperato e ne esco a mani vuote, non devo disperare! Non è ancora detta l’ultima parola, lascio ancora in stand-by il pigiamone di flanella, la Nutella e il rancore.

Sì perchè Facebook mi viene ancora in aiuto.
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Pensate, potrei festeggiare “San Valentino con GABRIEL GARKO”!
Guardate il banner… Gabriel Garko sdraiato su una poltrona in una posizione naturalissima (ho male al collo solo a guardare l’inclinazione della sua testa), con lo sguardo ammiccante, la camicia aperta e senza scarpe. Come a suggerire che lui sta aspettando solo me! Certamente!
Notare che nel momento in cui ho fatto lo screenshot già 432 persone hanno cliccato su “parteciperò”.
Tolto quel 20% di esauriti che cliccano ad cazzum su qualsiasi cosa, ne resta comunque un bel numero.
Povero Gabriel, avrà un bel da fare!

Se il problema invece non è strettamente legato a San Valentino e comunque avessi intenzioni più serie, c’è sempre lei. La buona, vecchia cara Eliana Monti.Lei un fidanzato non le nega a nessuno, eh. Basta pagare.
(Purtroppo non ho lo screenshot del post sponsorizzato di Eliana Monti).

Ora, noi siamo qui a ridere e scherzare, ma là fuori c’è veramente gente che frequenta assiduamente questi eventi (che comprendono anche viaggi, crociere, ecc.) con la precisa intenzione di uscire di casa da solo e tornare in due, ma non un due che la mattina dopo torna uno. Un due che magari può durare.

Ecco, nonostante il mio stato duraturo di singletudine (che, vista l’età, dovrebbe farmi sentire e comportare da disperata) io guardo con sospetto queste iniziative.
L’incontro tra due persone dovrebbe essere casuale e non organizzato, magari un po’ aiutato (della serie, ti piace l’amico di una tua amica e ti fai invitare da lei, casualmente, ad una cena dove tra gli altri c’è anche lui), ma non tipo esposizione della merce acquistabile al mercato o ancora, tipo ghetto, tutti riuniti in un locale.
Che poi, quando queste serate sono fatte con la formula dello SpeedDate raggiungono l’apice dell’impraticabilità per me. Ma che si può fare in tre minuti? Tre minuti sono a malapena sufficienti per una presentazione sommaria, la mia. E l’interlocutore non avrebbe tempo neanche per dire il suo nome.

Poi mi compare anche questo post sponsorizzato che pubblicizza uno sconto per un volo… e penso, oh finalmente una cosa interessante! Ma l’entusiasmo dura poco.

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Gli emancipati di Air One lanciano questa promozione per tutti gli accoppiati e ci tengono a precisare che vale “per qualunque coppia tu sia”!
Yeah che bello! Finalmente qualcuno che non discrimina…
…no, ma aspettate un momento… io sono single, quindi non posso usufruire della promozione (a meno che non faccia finta di essere accoppiata con la persona con cui vorrei partire, voglio vedere chi mi chiede di dimostrarlo. Certo, se si trattasse di mia madre diventerebbe più complicato).
Quindi la discriminazione c’è, verso i single!
Che poi, parliamone. Se fossi in coppia me ne starei anche a casa a San Valentino, mentre è proprio un single che avrebbe bisogno di diritto di un viaggio. Sì, per evadere dallo sfracellamento di zebedei di tutto questo clima di cuoricini.