Qualche giorno fa al lavoro mi hanno assegnato da fare una ricerca di mercato sul tema “controllo della fertilità e dell’ovulazione”.
Beh, sono proprio la persona indicata! Come no.
Non avendo mai avuto l’occasione di preoccuparmi di un concepimento, sono veramente ignorante in materia.
D’altronde fino ad oggi il mio utero mi è servito esattamente come quel paio di scarpe che non ho mai messo e che quando ci penso dico, meglio averlo che non si sa mai.

Così, sono finita in un sito in cui immettendo alcuni dati personali puoi avere delle informazioni circa la tua ovulazione. Ma secondo voi, potevo perdere un’occasione simile? Certo che no!
Ho fatto questo test e ho scoperto che da mercoledì a domenica prossimi la mia fertilità sarà ai massimi livelli! Yeah! Che, considerando i miei quasi 37 anni, in termini quantitativi il mio picco corrisponde al momento più scarso di una ventenne.
Insomma è come se la vita fertile di una donna fosse il percorso autostradale da Milano a Palermo. Io sono già all’altezza di Cosenza, sempre più prossima al capolinea (posso sperare nei ritardi della Salerno-Reggio Calabria!), mentre se mi giro posso vedere la stronza ventenne di cui sopra che si trova all’altezza di Parma e mi fa il gesto dell’ombrello.

Ma torniamo ai dati della web app. A quanto pare ho ben un giorno e mezzo per trovare un potenziale padre dei miei figli! Ora, va bene che mi piacciono le sfide impegnative, ma qui esageriamo.
Mi viene in mente un film piuttosto rivoltante che ho visto di recente (non ricordo il titolo, ma non vi perdete niente) in cui c’era questa donna nata da un esperimento di laboratorio che era “programmata” con informazioni di base e siccome la sua evoluzione da bambina a vecchia è stata rapidissima, questione di pochi mesi, lei doveva portare a termine al più presto il suo compito primario: procreare. Metà del film è incentrato sulla sua spasmodica ricerca di un partner adatto a metterla incinta, perché non avendo tempo, mica poteva star lì a cercare una relazione, no. Lei cercava solo un donatore di seme, quindi lo vedeva e se lo portava a letto.
Riassumendo: carina, bionda, facile, con tre funzioni cerebrali attive, in pratica la donna perfetta dell’uomo moderno! Se non fosse per questo piccolo dettaglio del volersi accoppiare allo scopo di fare un figlio. Ecco, questo particolare azzera la libido della maggior parte degli uomini.
La donna-esperimento aveva la capacità straordinaria di riconoscere gli uomini “difettosi” cioè quelli che non avrebbero potuto svolgere in maniera perfetta il compito o che avrebbero generato dei figli con dei problemi e, se trovava uno di questi, tac, lo ammazzava.
Altra metafora della vita moderna: occhio uomini a quelle troppo belle fuori, troppo disponibili e con due neuroni. Spesso riservano sorprese non piacevoli, tipo che vi usano finchè gli servite e poi vi buttano via!
Escludendo l’epilogo troppo drastico, sarebbe bello poter avere una specie di radar capace di farci riconoscere subito l’uomo “difettoso”, inteso come perditempo, stronzo, mentecatto. Invece, anni e anni di esperienza (volevo dirlo solo perché fa molto donna vissuta) non mi hanno fatto fare grossi progressi.

Ma chiusa questa meravigliosa parte, poco dopo un’amica su Facebook scriveva che in metropolitana a Milano ha visto un sacco di toyboy fighissimi, però lei è sposata, quindi mentre li ammirava pensava a me. Allora, tralasciando il fatto che io non prendo mai la metro a Milano quindi sarà per quello che faccio incontri decisamente diversi, ma vogliamo parlare di che bei momenti sono questi? Con la gente mi considera alla stregua di Lory Del Santo a puntare i toyboy!
Vediamo il lato positivo, pure Demi Moore, Madonna e Jennifer Lopez hanno fatto i casting per i loro recenti compagni fuori dalle scuole superiori!