Non sono una grande fan del femminismo nel senso che non sposo il concetto di parità dei sessi intesa come uguaglianza, soprattutto fisica, tra uomo e donna.
Siamo diversi, ma questo a mio avviso non è un limite, ma un valore aggiunto.
Tutti possiamo fare tutto, per carità, magari con grandi sforzi, ma un conto è farlo perché ci piace e un conto è farlo per dimostrare che una donna può fare una cosa prettamente maschile fino a qualche tempo fa. Insomma per dimostrare di essere pari, se non superiore ad un uomo.

Quindi ci sono tante donne che per indole, o per dimostrare superiorità agli uomini, fanno cose che prima erano esclusivo appannaggio maschile. L’esempio più eclatante è l’esercito.
Secondo me questa cosa ha un po’ confuso le idee agli uomini che si trovano un po’ spiazzati di fronte a donne che fanno tutto, invadendo la sfera che loro pensavano essere soltanto loro.
Alcuni scappano, alcuni ne approfittano e si ammosciano letteralmente, dando sfogo alla loro parte più femminile (rimanendo etero).

Gli ammosciati, appunto.
Uomini che non sono in grado di cambiare una lampadina, incapaci di fare lavori di fatica, intolleranti al dolore, troppo concentrati su se stessi e troppo attenti all’aspetto fisico.
Ne ho visti e conosciuti diversi.
Ho sentito uomini lamentarsi per giorni dopo aver sollevato due cassette di frutta. Non solo per la fatica fisica, ma anche per qualche graffio alle impeccabili mani di chi non è abituato a sporcarsele.
Una sera d’estate dell’anno scorso ero sul balcone e osservavo i passanti, per lo più persone dirette alle adiacenti vie della movida milanese. Ad un certo punto ho notato una coppia, lei sul marciapiedi, lui faceva nervosamente su e giù dalla macchina, finché non l’ha chiusa e se n’è andato a piedi con la ragazza.
Ho subito pensato potessero aver avuto un problema con la batteria.
La mattina dopo, ho ritrovato lui sul “luogo del delitto” intento a trafficare con la macchina. Quell’idiota ha ricominciato a fare su e giù dall’auto, a girarci intorno, a tentare di aprire il cofano senza riuscirci e magari neanche sapeva che c’è una levetta sotto il volante che serve ad aprirlo.
Un uomo che non conosce l’abc del funzionamento di una macchina sconvolge tutte le mie convinzioni. Io sono una femmina, nata da un padre che voleva un maschio. Mi ha cresciuta chiaramente rispettando la mia natura, ma mi ha insegnato anche delle cose basilari e utili da “maschio”, come controllare l’olio e gli altri livelli nella macchina. Lo so fare io e quell’imbecille no?
Non mi sono messa in testa che avrei potuto fare il meccanico o il pilota di rally (anche se avrei voluto fare qualche prova in circuito con una macchina elaborata), ma ho semplicemente tenuto buoni quegli insegnamenti di mio padre per i momenti di necessità, che non sono mancati!

Qualcuno diceva che “l’omm adda puzzà!”, chiaramente non inteso in senso letterale, ma nel senso che un uomo per essere considerato tale deve essere un po’ rude all’occorrenza e questo comprende anche il saper saper gestire degli imprevisti, darsi da fare, sporcarsi le mani.
Quindi l’espressione fa riferimento alla fatica, più che alla presunta mancanza di virilità dell’atto di lavarsi.
Insomma, io per molti versi sono all’antica e, pur avendo imparato per necessità a fare molte cose prettamente maschili (robe quotidiane utili come piantare chiodi, montare mobili, ecc., non buttarmi dal paracadute o guidare un tir!), mi piacerebbe avere a fianco un uomo in grado di riparare qualcosa che si rompe o semplicemente di dipingere una parete senza aver paura di farsi male o rovinarsi le unghie.
Questo non significa essere rozzi. Si può saper fare lavori manuali ed essere contemporaneamente persone colte ed educate!

Quindi cari uomini, meno lampade abbronzanti e più cacciaviti!