Stamattina mi trovavo eccezionalmente a casa dal lavoro perché non stavo bene.
Non so quale misteriosa forza del male mi abbia spinto a tenere la tv accesa e  sintonizzata su Mattino Cinque.
Ad un certo punto hanno introdotto due ospiti per parlare di fecondazione assistita. Si tratta del Dott. Cerusico, famoso ginecologo romano che, se non ho capito male, è sposato con una ginecologa che è la figlia del Prof. Antinori, quindi insomma in famiglia si danno da fare per far aumentare la popolazione italiana.
L’altra ospite è una signora che ha avuto due gemelli grazie all’operato del Dott. Cerusico e che purtroppo ha perso il marito prima di dare alla luce i figli.
Storia toccante, ma non ho potuto lasciarmi andare al momento di tenerezza visto che mi sono incazzata. Ma di brutto, eh. E il motivo della rabbia non ha a che fare con la signora, ovviamente, ma con le parole del Dott. Cerusico.
Insomma mi sono così arrabbiata che ho scritto di getto una lettera che avrei voluto recapitare al medico, ma poi non l’ho fatto pensando che forse il mio livore sia imputabile allo scombussolamento della sindrome premestruale. Quindi magari tra qualche giorno mi passa.
Nel frattempo la condivido qui, trasformandola in una lettera aperta.
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Buonasera Dott. Cerusico,
stamattina mi trovavo eccezionalmente a casa dal lavoro perchè non stavo bene e ho avuto modo di guardare Mattino Cinque, così ho potuto seguire la storia di Valeria e delle due gemelline nate grazie alle cure da lei somministrate.
La storia di Valeria, la sua forza e il suo essere solare, unito alla visione delle due meravigliose creature, mi ha commosso, complice forse la sindrome premestruale che, come lei saprà meglio di me, è un frullatore di emozioni.
Ciliegina sulla torta è stato il suo intervento finale. Lei era visibilmente emozionato e si notava che tra lei e Valeria si è instaurato un bellissimo e, alquanto raro, rapporto di assoluta fiducia.
Tutto bene finchè non ha voluto dare un consiglio alle signore all’ascolto. Riporto testualmente le sue parole: “Un altro messaggio importante è che bisogna fare i figli prima dei quarant’anni, pertanto non perdete tempo, se dovete pensare al lavoro magari fate una scelta professionale non della maternità che comunque rimane una scelta meravigliosa, ma non dopo i quarant’anni”.

Questa sua frase mi ha infastidito e ci tenevo a farglielo sapere, anche se forse a lei non interesserà nulla.
Vorrei che si smettesse di pensare sempre e solo che chi fa i figli tardi è una snob che prima ha pensato a divertirsi o, come trapela dalle sue parole, ha pensato alla carriera.
Forse questo è il target delle sue pazienti, ma vorrei farle sapere che molte donne come me, se non fanno figli presto è per altri motivi, ben più seri e che non si tratta di una scelta serena, ma obbligata, quindi infelice.
Ho 36 anni, sono una pubblicitaria precaria con un contratto in scadenza tra due mesi, non ho un compagno e vivo ancora con mia madre che è operaia perchè a Milano gli affitti sono proibitivi e nessuna banca mi accenderebbe mai un mutuo. Ho sempre messo la famiglia al primo posto nella mia lista di priorità e quindi ho sempre desiderato avere figli e se ci fossero state le condizioni li avrei fatti anche prima dei trent’anni. E qui entra in gioco il fattore maschile. Gli uomini desiderosi di mettere su famiglia sono sempre meno numerosi e così il tempo passa nell’attesa di quello giusto…
E come me, le assicuro, ci sono moltissime over 30.

Inoltre non reputo neanche corretto, pur non essendo medico, generalizzare. Non tutte le quarantenni sono uguali e nessuna gravidanza, nemmeno a vent’anni ha la sicurezza matematica di poter andare a buon fine. Non sono a favore della maternità a tutti i costi e a tutte le età, ma nemmeno si può tarpare le ali a delle donne di quarant’anni o poco più che, per inciso, non sono né psicologicamente, né fisicamente quelle di una volta.
Quando io dico di avere 36 anni non ci crede nessuno, compresa la mia nuova ginecologa a cui ho rivelato la mia età dopo la visita. Mi danno mediamente 7/10 anni in meno.

Poi però il suo intervento ha avuto un momento di ripresa quando ha affermato che è possibile (cito sempre testualmente): “conservare gli ovociti a trent’anni e poi poter trasferire un embrione anche a quarantacinque. La capacità di gravidanza è la stessa, la forza dell’ovocita è quella dell’età in cui ha prelevato” aggiungendo che questa tecnica viene applicata sia da strutture pubbliche che private.
Con grande gioia ho pensato che forse allora anche delle “vecchie” come me possono avere, nel caso, una speranza.
Così, per curiosità e non perché stessi pensando di farlo, sono andata subito a compensare le mie lacune cercando informazioni su internet, visto che mi piace approfondire.
Ho però scoperto che non è tutto oro quello che luccica e infatti è vero che ci sono strutture pubbliche che mettono in pratica questa tecnica gratuitamente, o comunque al solo costo del ticket, ma solo nel caso in cui l’aspirante madre trentenne non sia nelle condizioni di poter concepire subito in quanto sottoposta a radioterapia o chemioterapia, insomma gravemente malata. Ottimo direi.
Ho fatto quindi una rapida indagine e ho trovato alcune testimonianze di donne che invece si sono rivolte al privato visto che godevano di ottima salute (pur essendo delle “vecchie” over 30) e la sola operazione di espianto e conservazione degli ovociti (scusi se uso termini non corretti), con annesse visite (che singolarmente arrivano anche a 500 euro… 500 euro???) può arrivare a costare diverse migliaia di euro.
E lei ha prontamente affermato in trasmissione che “Non è quanto costa quel centro, ma è come segue la paziente”. Eh no, dottor Cerusico, è anche quanto costa! Perchè se per lei e per le sue pazienti 4/5/6 mila euro sono cifre irrisorie, per moltissime persone non è così. Non per questo però a chi non può investire quelle cifre (perché magari le ha in serbo per le prime necessità del figlio che vorrebbe concepire) deve essere impedito di utilizzare una tecnica innovativa, che equivale ad una speranza, per cercare di diventare madre. Insomma non parliamo del capriccio del farsi una taglia in più di reggiseno, ma di avere un figlio. 

In conclusione, se hai circa 30 anni, sei sana, ma sei spiantata, non puoi conservare la tua riserva di fertilità. Arrangiati a fare un figlio subito, non fa niente se sei single (per scelta degli altri), precaria e senza un papi ricco.
Se hai più di 40 anni, sei vecchia. Se sei pure spiantata, sei un caso irrecuperabile, altro che diventare madre. 

Mi scusi per lo sfogo, come le dicevo, gli ormoni in questi giorni amplificano le emozioni.

Saluti.

Francesca Monaco
 

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Aggiornamento dell’8 novembre 2013:
La sindrome premestruale è finita, il ciclo pure, forse sto ovulando, ma la rabbia non è passata, quindi penso ancora esattamente tutto quello che ho scritto.
Se avessi travisato le parole del Dott. Cerusico, prego chiunque di farmelo sapere. Se così fosse sarei felice di scusarmi.