La parola trombamico (valida grammaticamente anche nella declinazione femminile) è ormai entrata a far parte del vocabolario comune.
Io ho cominciato a utilizzare questo vocabolo diversi anni fa per delineare le abitudini di una specifica categoria di persone, ma all’epoca in molti non avevano ancora un’idea precisa del significato di questa parola, forse perchè non avevano avuto la sfigal’occasione di incontrarne uno in carne ed ossa.
La parola trombamico è fortemente evocativa, ma nel caso non vi dica nulla, eccomi pronta a darvi qualche ragguaglio in merito.

Ci tengo a sottolineare che il fenomeno della trombamicizia non passa di moda, anzi col tempo diventa sempre più solidamente radicato nella nostra società e, pur rispettando le opinioni di tutti in proposito, non credo ci sia tanto da essere felici.

Intanto iniziamo a sfatare il mito secondo cui la trombamicizia è una scelta messa in pratica felicemente da ambo i sessi. Non è vero!
Gli uomini sono quasi tutti allegramente trombamici, le donne in percentuale decisamente inferiore.
La maggior parte delle appartenenti al gentil sesso, almeno una volta nella vita ha cercato di autoconvincersi che potrebbe essere una figata, ma in realtà la cosa non piace così tanto.
Nei casi più disperati la donna fa la trombamica pensando di possedere tutti gli strumenti per redimere il trombamico e portarlo sulla retta via del fidanzamento e della monogamia.
Purtroppo per lei fallirà al 99,9% perchè il trombamico è assuefatto e forse, per guarire, ci vorrebbe una terapia e un percorso di disintossicazione, alla stregua di una qualsiasi altra dipendenza.

Il trombamico non ha regole precise, lui raccoglie quello che trova disponibile, quindi l’aspetto fisico della preda non assume un’importanza fondamentale, anzi a volte le donne non bellissime sono maggiormente oggetto del desiderio del trombamico, perchè potenzialmente più facili da conquistare.
Inoltre il trombamico non fa progetti, quindi non sa a priori quanti incontri avrà con ogni preda. Potrebbe essere uno e basta o di più.
Il fatto che si chiami trombamico e non, per esempio, trombasconosciuto fa la differenza, nel senso che il trombamico imbastisce un minimo di conoscenza perchè serve per convincere la preda più indecisa che così si illuderà concedendo le sue grazie, ma quando capirà di essere stata solo la protagonista di una notte, sarà troppo tardi.
Ribadisco che si tratta di un approccio amichevole all’inizio: una volta che il trombamico ha a fianco una donna consenziente non gliene può fregare di meno di star lì ad ascoltare i lunghi monologhi di cui noi donne siamo capaci. Inutile quindi sfoderare intelligenza, cultura, romanticismo per fare bella figura, a meno che la donna non abbia cambiato idea e intenda stordirlo di parole per far sì che lui, piuttosto che stare a sentire altri discorsi, rinunci alla trombata in amicizia.

Al trombamico la minestra riscaldata non fa assolutamente schifo. Infatti a lui può tranquillamente capitare di incontrare una sua vecchia preda e partirgli l’ormonella come se non fosse passato del tempo.
Se magari lei nel frattempo si é fidanzata/sposata, a lui questi dettagli non interessano. Lui ha una missione e deve fare in modo di portarla a termine sempre e comunque.
A volte neanche se lui si è fidanzato/sposato perde il vizio.
In alcuni casi non servirà attendere un incontro casuale da qualche parte, il trombamico infatti potrebbe decidere di chiamare la sua vecchia preda al telefono (o su Facebook) e sfrutterà quel minimo che basta la sua parte “amico” per poi mettere in pratica la parte “tromb”. Perchè per lui è normale, sedotta e abbandonata una volta, perché non due, tre, quattro… in funzione di quando ne sente l’esigenza fisica.

Il trombamico con una certa esperienza è solitamente diretto, anzi proprio sfacciato. Non usa quindi mezzi termini, però sa essere un ottimo venditore della sua mercanzia, infatti farà di tutto, spesso riuscendoci, per convincere la donna che ha solo da guadagnarci e che “non c’è niente di male, ci divertiamo!”.

Non crede davvero alla trombamicizia come soluzione ideale per tutti, come panacea di tutti i problemi del rapporto uomo/donna, ma sa che è solo una scelta di comodo. Garantisce divertimento facile e non implica l’assunzione di responsabilità e impegni.

Il trombamico, pur avendo un elenco di possibili riserve o prossime prede ed essendo abituato a saltare di fiore in fiore, non accetta di buon grado i rifiuti.
Il trombamico più orgoglioso la prende sul personale e mette una croce sulla donna che lo ha rifiutato, magari sfoderando una sequela di offese gratuite con espliciti riferimenti alle scarse qualità fisiche o amatorie (se le ha già testate in precedenza) della responsabile di tale affronto.
Invece il trombamico più intelligente e con ancora qualche possibilità di redimersi, sarà colpito da questo rifiuto e sfrutterà l’occasione per riflettere sull’accaduto, come quando un meccanismo si inceppa e bisogna capire il motivo. Forse il trombamico comincerà a dare maggiore valore alla persona che ha davanti e minore al suo ego. E magari, a volte capita, potrebbe invaghirsi di questa audace femmina che si è distinta dalla massa dando un due di picche invece di cadere ai suoi piedi.

Quella della trombamicizia è una libera scelta individuale che quindi va, in linea teorica, rispettata, però credo che sia una pratica da circoscrivere nel tempo.
Tutti possiamo avere una fase da trombamici, ma ad un certo punto basta.
Non credo nella trombamicizia come stile di vita perpetuo, personalmente trovo piuttosto ridicole e problematiche le persone, siano esse uomini o donne che in età piuttosto adulta (ergo, superati i 30/35 anni) ancora sono lì a prodigarsi al solo scopo di copulare a destra e a manca.

Sono sicura che in mezzo a tutte le donne che il trombamico ha preso e mollato c’era sicuramente quella che avrebbe potuto fare la differenza. Quella che da sola sarebbe bastata al trombamico al punto azzerare la sua la necessità di esplorare sempre altri lidi.
Ovvio che se il trombamico è disposto a concedere alla donna, come quantità massima del suo prezioso tempo, quello di una prestazione sessuale (comprendendo anche la fase di “acchiappo”), allora anche la migliore delle femmine potrebbe avere difficoltà a rivelarsi tale.

Quindi, alla luce di tutto ciò, dico che per me la trombamicizia non vale la pena.

Concludo con una curiosità linguistica. Mentre in italiano “trombamico” non è proprio elegante, il mondo anglosassone invece ha coniato un’espressione più fine, ma fortemente paracula: “friends with benefits”, i cui benefici sono appunto discutibili. E ci hanno fatto pure un film con l’omonimo titolo. In Italia è uscito col titolo “Amici di letto”. Meglio di “Trombamici” che sarebbe stato troppo forte e anche di “Amici con benefici” o “Amici con vantaggi”, una ciofeca proprio.
Ma lasciare i titoli in lingua originale quando la traduzione italiana non funziona?

P.S.: nel post parlo genericamente di uomini e donne basandomi sulla mia esperienza etero, ma credo che il discorso valga anche per l’universo omosessuale.