Sono circondata da amiche, colleghe, parenti, conoscenti, già nano-munite.
Alcune hanno già fatto la doppietta o la tripletta, altre invece stanno cercando di bissare proprio in questo periodo.
Se non si era capito da tutti questi termini strani, sto parlando di figli.
Insomma, è normale considerando il target. Sono tutte donne tra i 30 e i 40 anni. Molte più vicine ai 40, qualcuna addirittura più grande.
Tra queste, grande assente, immune al “virus” della gravidanza, sono io.

Vi avevo già parlato qui delle difficoltà che le amiche fidanzate/sposate (ma anche i parenti) devono affrontare per parlare con me vista la mia condizione di single, quindi una minoranza. Poverine (ovviamente loro, eh, mica io).
La stessa cosa succede quando le amiche sono anche mamme e viene fuori qualche discussione sul tema figli. Purtroppo le frasi infelici sono all’ordine del giorno (e non mi riferisco alla frase “Tu non hai figli e non puoi capire!”, perché quella più che infelice è cretina!), ma capisco che non lo fanno apposta, semplicemente non pensano prima a quello che stanno per dire perché il loro periodo da single (qualora ne abbiano avuto uno) prima, e da child free dopo, è già stato archiviato in una parte del cervello che non viene più utilizzata.
Quindi succede che per lo stesso argomento, i figli, vengano usati due pesi e due misure a seconda che stiano parlando di se stesse o di me.

Il caso più lampante è la questione età per procreare.
Ormai sono sempre meno le donne che fanno figli presto, la maggior parte infatti, per le motivazioni più disparate, finisce per ricorrere gli ultimi aliti di fertilità e trovandosi a fare il primo figlio tardi e magari il secondo non riescono a farlo più o fanno a pugni con la premenopausa per spuntarla.
A volte anche se la menopausa è ancora lontana, per alcune donne, quella di non fare altri figli o di non farne proprio, è una scelta ponderata motivata dalla comprensibile ragione che più avanti si va con l’età e più faticoso diventa crescere un figlio. Fisicamente, intendo.

Per cui, all’argomento “fare un (altro) figlio”, quando si parla di loro, le mie amiche/colleghe/parenti /conoscenti, fidanzate/sposate, mie coetanee, rispondono prontamente robe tipo:
1) “Eh sì, lo abbiamo messo in cantiere, d’altronde se non lo facciamo ora, quando?”.
2) “Eh mica mi deve chiamare nonna, mio figlio!”.
3) “Eh sì, dopo i 35 diventa sempre più difficile restare incinta, bisogna fare presto!”.
Chiaramente dimenticano di parlare con una che di anni ne ha 36, è single (non per scelta) e non ha i mezzi per fare la “ragazza” madre facendosi inseminare da un donatore.

Quando invece si parla di me, magari perché sto facendo una battuta autoironica sulla mia condizione di zitella con l’utero inutilizzato, come per magia le risposte diventano:
1) “ma stai tranquilla, ancora ne hai di tempo!”
2) “conosco un sacco di donne che hanno fatto figli anche ben oltre i 40 anni!”
3) “le cose arrivano quando meno te l’aspetti!” (questa è la migliore! Come se fossi impegnata h24 ad aspettare il possibile padre dei miei figli!).

Ma come? Io ho ancora tanto tempo, posso tranquillamente fare figli dopo i 40 anni, se non aspetto nulla le cose arrivano e loro invece no?
Ué, amiche/colleghe/parenti /conoscenti, guardate che lì sotto, nei meandri della Ginetta, abbiamo tutte la data di scadenza più o meno nello stesso periodo della vita, a me non hanno dato delle proroghe perché sono più simpatica, eh.

Quindi, o dite quello che pensate, sia che si parli di voi, sia che si parli di me, o mentite entrambe le volte. Ma siate coerenti!