Da un annetto circa sono in ballo con alcune visite mediche ed esami di controllo, tra risultati con anomalie che si sono poi rivelati dei falsi positivi e io che ho perso dieci anni di vita e ho guadagnato 10 capelli bianchi in più. Di fatto l’unica cosa che dovrebbe preoccuparmi è la mia ipocondria.

Mancava nel mio curriculum un simpaticissimo esame: un’ecografia.
Ma non un’ecografia addominale. Per quella ho già dato anni fa: in sala d’attesa c’ero io e alcune donne molto gravide. Loro in procinto di vedere il loro bimbo e magari scoprire il sesso, io con la mia pancia piatta che manco potevo fingere di essere incinta, attendevo che l’ecografo facesse luce sulle anse intestinali per dare un nome alla tortura che affligge la mia pancia da oltre un decennio. Quel tormento si chiama colon irritabile. A ciascuno il suo, diceva Sciascia, ma è un’altra storia.
Stavolta per provare un’esperienza nuova mi è stata prescritta un’ecografia transvaginale, alla ricerca di cisti ovariche. Alé. E anche stavolta in sala d’attesa con me una ragazza incintissima. E io sempre col mio ventre spianato.
Transvaginale vuol dire che un ecografo che sembra una penna deve esplorare dall’interno. Tralascio i dettagli perché, come detto sopra, non sono un medico e non mi sembra il caso di andare troppo oltre, ma nel caso foste interessati, Google vi darà tutte le informazioni e le immagini utili.

Quello che mi interessava raccontare in realtà è il fatto di aver avuto a che fare con l’ennesimo medico specializzato in ginecologia nel giro di pochi mesi, il quarto per l’esattezza. Ognuno con alcune peculiarità memorabili, da quello simpatico e in vena di complimenti al mio utero (ne avevo parlato qui), alla nazista che mi ha interrogato in stile SS, passando per quella gentilissima, competente e premurosa che avevo deciso di tenermi come ginecologa a vita, se non fosse che era in procinto di appendere il camice al chiodo, non per anzianità, ma per aver perso la fiducia del sistema sanitario italiano.
La ginecologa di oggi ha vinto fra tutte per il solo fatto di avermi dato del tu appena mi ha vista. Mille punti per lei!
Poi sono cominciate le domande di rito, quelle per ricostruire un minimo di anamnesi e io che ho fatto? L’ho presa con filosofia.

Ginecologa: “Quanti anni hai?”
La Fra: “26… +10”
Ginecologa: “Il ciclo è regolare?”
La Fra:  “Direi di sì”
Ginecologa: “Hai figli?”
La Fra: “No!”
(cominciamo bene)
Ginecologa: “Aborti in passato?”
La Fra: “No”
Ginecologa: “Stai cercando una gravidanza?”
La Fra: “No… però sto cercando marito, vale?”

Superati i 30/35 anni o prendi con ironia queste domande o potrebbero saltarti i nervi. E a me viene naturale essere cretina ironica, anche durante una visita medica.

Ah, per la cronaca, é tutto a posto lì dentro, niente cisti o altro!