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Oggi primo giorno di ferie.
Non ho in programma vacanze al mare in località da sogno, ma nemmeno una settimanina di straforo al Bagno Serenella (nome inventato, ma magari esiste!) in riviera. Ergo, il concetto di ferie deve necessariamente tramutarsi in relax, lentezza, ozio.

Stamattina ho cominciato con una sveglia “naturale” alle 7. Ma dormire cinque minuti in più del solito, no? Fosse stato un giorno lavorativo, prima di staccarmi dal cuscino ci sarebbe voluta una buona mezz’ora, tanto training autogeno e la promessa che mi faccio da sola che sicuramente da oggi in poi andrò a letto alle 21 (mento sapendo di mentire). Poi alla fine mi alzo incazzata nera e svarionata e resto così almeno fino all’ora di pranzo.
Sono in vacanza e mi sveglio da sola e ho subito gli occhi a palla!
Certo il sonno non è aiutato dal perenne casino sotto casa mia (sì anche il 9 di Agosto), accentuato dal pavé che rende anche solo il passaggio di un furgone, un rumore (con vibrazione annessa) da superamento della soglia consentita di decibel.
Poi la genialata di mia madre che di sua sponte, ha deciso di spegnermi il ventilatore all’alba, mentre lei già vagava per casa.

Insomma alle 9 mi ero già alzata, avevo fatto colazione e avevo appena appoggiato le terga sulla poltroncina tentando di mettermi al pc quando…

Mamma: “Che programmi abbiamo per oggi?”
La Fra: (con uno sguardo perplesso che si faceva spazio tra gli occhi ancora increspati) “Programmi? Nessuno! Sono in ferie!”
Mamma: (con gli occhi avvampati dal nervoso): “Nessuno? Ma come? Dobbiamo andare a fare la spesa al centro commerciale, poi dobbiamo fare un salto al Lidl a comprare quella tosatrice per i cani che hanno fatto vedere in tv ieri, poi dobbiamo passare dal magazzino a prendere quelle scarpe che devi spedire, poi dobbiamo passare in stazione, poi…”
La Fra: “Cooooosa? Respira, mamma… sono appena le 9 del mio primo giorno di ferie e in due secondi mi hai stordito di parole… Ma non ce la fai a capire che vorrei stare tranquilla almeno un giorno?”
Mamma: “Eh sì, tu pensi solo a stare davanti a quel computer, poi ti lamenti che non riesci a fare niente…! Fai come vuoi…”

Ha girato le spalle ed è tornata a prendere la pezzetta per continuare a pulire.
Viviamo e facciamo molte cose insieme, ma il mio modo di vedere alcuni aspetti della vita è diametralmente opposto al suo.
Non ce la fa, è più forte di lei. Anche se è in ferie, lei ha la sindrome dell’anziano che deve arrivare per primo al supermercato la mattina quando è ancora chiuso. Io al contrario rischio puntualmente di arrivarci la sera quando sta per chiudere. Forse dovremmo trovare un punto di incontro a metà strada. Alle 14 e non se ne parla più.

Nel caso vi fosse sfuggito, vogliamo parlare della tosatrice per i cani che nel giro di poche ore è diventato l’oggetto del desiderio di mia madre?
Per chi non lo sapesse, lo Yorkshire Terrier ha un pelo che cresce all’infinito e in grande velocità. Quindi se non lo fai tosare periodicamente, potresti trovarti con un cane col pelo lungo fino a terra. A parte che di capellona in casa basto io e poi il mio cane è refrattario alle spazzole, per cui più che un tenero Yorkie (come quelli che abitualmente raffigurano questa razza) a cui applicare simpatici e fastidiosissimi fiocchetti, diventerebbe un orribile rasta.
Trovare un tosatore bravo è una mission (quasi) impossible (vedi l’ultimo che ce lo ha restituito come il cane nudo cinese con tanto di ferite), quindi la soluzione fai da te sembra essere la manna dal cielo per mia madre, io invece ho paurissima. Se non sei un professionista (lei non lo è) e non hai una bestiola docile e che sta ferma (noi non ce l’abbiamo) il rischio è quello di trovarti un cane Emo da un lato e Skinhead dall’altro. Anche no, grazie!