Avendo diversi indirizzi di posta elettronica vista la mia posizione di donna in carriera – ok, non ci crede nessuno… è solo che è gratis, e allora perché non aprirne 10? Un mio ex capo apriva decine di conti in banca, io apro indirizzi di posta elettronica – diventa difficile star dietro a quelle tre mail serie che arrivano, nel mezzo di decine e decine di messaggi spam.
Così ogni tanto mi perdo qualcosa di importante, più o meno consapevolmente.
O magari lo leggo anche, ma trattandosi di comunicazioni noiose e che implicano qualche azione altrettanto poco interessante e dispendiosa, passo oltre rimandando la questione ad un momento in cui avrò più tempo e sarò di umore migliore.
Chiaramente equivale a dire mai perchè me ne dimentico.
Quando poi l’oggetto del dispendio è qualcosa che ti appartiene, ma tu hai quasi rimosso perchè non la usi quasi più, allora la questione si complica.

Ovviamente il mittente, nel caso in cui voglia venderti qualcosa, non si fa aspettare e ti chiama.
E tu hai circa cinque secondi per evitare di far notare che stai cadendo dalle nuvole, fingendo sicurezza. In quei secondi devi inventarti una scusa plausibile per giustificare la tua sbadataggine che dall’interlocutore può essere vista come mancanza di serietà.
Nel mio caso si è trattato della mail dell’assicuratrice. Solo a pronunciare il nome mi sale l’orticaria, perchè l’associazione mentale che faccio automaticamente è “assicurazione auto = pagare = nessuna busta con abiti, scarpe, libri, attrezzi da cucina, ecc. in cambio = soldi buttati”.

Ma ecco la telefonata:

(Interno. Agenzia. Sto lavorando. Parte la suoneria di Grey’s Anatomy… – embé! – Numero sconosciuto.)

La Fra: “Pronto?”
Assicuratrice: “Salve, Sig.ra Monaco, sono ….. dell’agenzia …. ha ricevuto la nostra email? Volevamo ricordarle che l’assicurazione della sua macchina è scaduta e che dovrebbe provvedere al rinnovo quanto prima”.

(ecco cosa ho pensato in quei quattro secondi: 
1″: Ma chi cazz è questa? 
2″: Ah già! L’ho vista la mail, ma poi mi sono messa a fare altro e l’ho dimenticata.
3″: Macchina? Perchè ho una macchina?? …ah sì… quella cosa azzurra impolverata con le gomme ovalizzate e la batteria scarica che giace da due mesi immobile sotto casa, è mia! 
4″: Che mi invento adesso?? Catastrofi naturali? Mi è morto il gatto che non ho… La mail è finita nello spam?)

La Fra: “Ehm… ma sì certo che l’ho ricevuta! Mi è solo passato di mente momentanemente perchè sa, negli ultimi mesi ho utilizzato talmente poco la macchina… ma provvedo subito a donarvi pagare i 315 euro della polizza.”

(in pratica in quattro secondi non sono riuscita a formulare una scusa plausibile e ho detto semplicemente la verità. Ho fatto una figura pessima, ma almeno sono stata sincera).

E’ chiaro che se utilizzassi la macchina come una volta non avrei potuto dimenticarmi di rinnovare per tempo la polizza. Invece ho letteralmente dimenticato/abbandonato la mia auto. Prova ne è che è cresciuta l’erba sotto:

macchina

 

Quando dimentichi di avere una macchina, le possibilità sono tre:
1) sei diventata un’ecologista convinta, quasi talebana (non è il mio caso);
2) hai la testa completamente in aria (questo, con tutta probabilità, sì);
3) la tua città ha un sindaco che tra le altre cose assurde, decide per te se, quando e in che modalità puoi circolare con la tua auto, grazie al pedaggio per entrare in centro, alle nuove aree pedonali con annesse telecamere che spuntano come funghi, alle righe blu e gialle che si moltiplicano e righe bianche che diventano un lontano ricordo. Così il più delle volte anche fare il giro del palazzo in auto a Milano è diventato costoso e quando ritorni a casa, trovare parcheggio è più difficile che incontrare l’uomo della tua vita (ecco è questo il vero motivo!).