Ieri ho farneticato a proposito del compleanno perfetto (che non esiste, come qualsiasi cosa perfetta) e di quello che invece sarebbe successo in realtà (un po’ tragico, ma purtroppo realistico).
Con la conclusione che da qualche anno ho smesso di organizzare feste per il mio compleanno sicura di non poter neanche lontanamente raggiungere la perfezione descritta nella prima parte del post e ancora più convinta di non voler vedere realizzata la profezia enunciata nella seconda parte.

Ma vediamo un po’ com’è andata in realtà.

Non ho potuto godermi la “sveglia senza sveglia” visto che sono andata regolarmente al lavoro, ma sono stata svegliata da una rosa e da una confezione carinissima che conteneva una super borsa di Liu-Jo!
Ora, non essendoci maschi a casa mia, fatta eccezione per il cane (che anche volendolo umanizzare al massimo dubito che possa recarsi a fare acquisti), sarà facile capire che il regalo è opera di mia madre.
Forse si sarebbe aspettata un maggiore entusiasmo da parte mia, ma alle 6:45 del mattino non sono ancora capace di intendere e di volere, quindi la mia reazione è stata moderata finchè non realizzato bene.

A seguire, al posto dei trattamenti di benessere e tutto il resto, c’è stata una normalissima giornata di lavoro, ravvivata solo dalla lavagnetta che in agenzia mettono in reception ogni giorno per ricordare i compleanni, e che io ovviamente ho dovuto immortalare come una vera bimbaminkia:

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E auguri dai colleghi e su Facebook, Skype, Instagram. Quelli che io chiamo gli auguri paraculi perchè quasi sempre sono fatti solo grazie al promemoria dei social, ma apprezzabili visto che comportano comunque un minimo sforzo.
Ovviamente le defezioni sono state parecchie e tra queste quelle di alcune persone che hanno sprecato l’ennesima opportunità per farsi perdonare, almeno in parte, alcune mancanze del passato.
E così ti convinci ancora una volta che, anche se ci vuole proprio poco, certe persone non ce la fanno proprio. Non se ne ricordano? Oppure si ricordano, ma se ne fottono?

Mia madre ci ha provato. Sì, non contenta dell’avermi organizzato alcuni anni fa la festa in un famoso locale dove si balla salsa, a ‘sto giro ha provato a organizzare una cena per pochi intimi a casa, ma indovinate un po’? Sì, ci hanno paccato! E dire che cuciniamo discretamente bene!
Così abbiamo ripiegato per una cena easy e low cost in un localino carinissimo aperto da poco vicino casa. Solo noi due.
L’idea era quella di andarci subito ieri sera e infatti siamo arrivati al locale, ma non avendo prenotato non c’era posto, così siamo tornate stasera.

Il ristorante in questione si chiama Re di Coppe & Piatti e si trova in Corso Garibaldi a Milano. Si tratta di una recente apertura e la cucina è, neanche a dirlo, sicula!
Ma la cosa veramente straordinaria sono i prezzi che ricordano quelli che si possono trovare davvero in Sicilia, quindi quanto di più lontano dalle nostre (cattive) abitudini milanesi, soprattutto in una zona come quella di Brera/Garibaldi.

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Cominciamo dal locale.
Il ristorante presenta una sola vetrina dal momento che si sviluppa su pianta rettangolare “per il lungo”. Già dalla strada l’attenzione sarà attirata dai cartelli colorati appiccicati al vetro in cui sono esposti i vari piatti proposti e i prezzi convenienti.

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Se il menu in vetrina vi avrà colpito al punto tale da non riuscire a trattenervi dall’entrare, purtroppo troverete una brutta sorpresa appena varcata la soglia: infatti la prenotazione è obbligatoria.

L’arredamento è semplice sui toni del legno chiaro. Non ci sono tovaglie di stoffa, ma solo tovagliette di carta, anche a cena. I camerieri indossano l’inequivocabile coppola sicula e anche i biglietti da visita rievocano in modo carino forse il più famoso dei luoghi comuni legati alla Sicilia.

Ma veniamo alla parte fondamentale: il cibo!
Le due cose originali sono innanzitutto il menu. Si possono ordinare i singoli piatti scegliendoli dal menu oppure si può optare per dei “menu a pacchetto” comprensivi solitamente di un primo, un contorno e un dolce. Con quest’ultima opzione si risparmia qualcosina rispetto alla selezione separata delle stesse pietanze.
La seconda cosa originale, che può non piacere, è che siete obbligati ad ordinare tutto quello che volete in una volta e  vi verrà servito tutto insieme (eccetto il dolce). Quindi se siete lenti a mangiare il primo, è facile che il contorno si raffredderà).

Io ho ordinato un piatto di pasta al pesto di pistacchi. E’ la mia mania, se vedo pistacchi non capisco più niente. Mi è stato servito dentro un cestino.
Molto buono e la porzione era decisamente abbondante. Unico neo: hanno calcato la mano con l’aglio. Meno male che ero in compagnia di mia madre e non di un uomo!

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Come contorno: crocchette e panelle. Buone. Avevo letto delle recensioni su Tripadvisor in cui alcune persone si lamentavano del fatto che i fritti fossero troppo unti.
Sì forse non li hanno asciugati bene, ma sempre di fritto parliamo, non possiamo neanche pretendere che sia poco calorico!

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Per finire, avevo ordinato un dolce al cioccolato, ma era terminato (sigh!), così ho optato per un mini cannolo. Buono anche quello.

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Il conto, come da previsione, è stato veramente onesto.

Torneremo a provare altre specialità.

Abbiamo raggiunto casa, senza dovermi neanche sbattere per il parcheggio visto che siamo uscite a piedi. Tra poco camomilla e poi mi infilo dritta dritta a letto a panza piena.
Tirando le somme, pochi sbattimenti, ottima mangiata, compagnia giusta che non tradisce mai e bellissimo regalo. Quindi non sarà stato il compleanno perfetto, ma è stato un buon compleanno!
Tutto il resto non importa.