Ieri stavo facendo una ricerca online per lavoro. Il target di riferimento su cui dovevo cercare informazioni erano le donne con bambini piccoli e altri criteri più dettagliati che non sto qui a dirvi, così ho visitato alcuni siti e blog specializzati.

Sono finita nel forum di pianetamamma.it e, leggendo una discussione, mi sono incazzata. Inevitabilmente.

Non so se posso riportare il post integralmente per via del copyright, così nel dubbio riporterò solo alcune parti per commentarle.
 Vabbé quasi tutto il testo, ma mica è colpa mia se quasi ogni parola merita un commento.

Giusto per farvi capire il contesto, una ragazza/donna scrive, disperata, per chiedere consiglio alle altre mamme in ascolto: deve fare un regalo ad un’amica per il suo compleanno, ma non sa cosa regalarle. O meglio, un’idea ce l’avrebbe, ma non ha trovato nulla in questa direzione.
 L’amica che compie gli anni ha un “problema”: é single.

Cominciamo ad analizzare le fregnacce perplessità espresse dall’autrice del post:

“lei è una persona fantastica e le voglio un mare di bene, ma ha questa “fissa della famiglia”.
Oltre ad essere single, ha pure la fissa della famiglia, cioè ma non si vergogna? Anzi, dovrebbe farsi curare! (Un classico: a parlare è una che la famiglia sua ce l’ha, però se una single ambisce ad averla è una paranoia e non un’aspirazione legittima).

“Non pensate male, capisco benissimo la voglia di avere figli, marito, una bella casa eccetera.. non la biasimiamo per questo, la capiamo benissimo. Però ne sta facendo una malattia.”
No, ma figurati, chi pensa male! Dopo tutto mica la biasimate per questo e la capite anche benissimo. E’ lei che sbaglia a farne una malattia, sai com’è, magari è l’unica single tra le sue amiche, quindi perchè prendersela! Ma no!

“Ha la salute, è molto bella, ha un lavoro fantastico che la tiene impegnata tutto il giorno ma soprattutto che la soddisfa e la appaga, ha un appartamento di sua proprietà, è indipendente, ha un sacco di hobby… insomma una vita apparentemente perfetta. Ma lei non riesce a rendersene conto e anzichè vedere tutte queste cose positive, lei si focalizza sul fatto che non ha un uomo con cui fare un bambino.”
Capite? Ha un lavoro fantastico, non ha un minuto libero, ha un casa sua e anziché gioire come pazza, si dispera perché vorrebbe avere un bambino, ma non può. 
(E a parlare è sempre l’amica con marito e figli).

“Visto che le nostre parole non le sono di alcun conforto abbiamo pensato di prenderle un libro in cui qualcuno ne parla, un racconto che elogia la vita da single, ma senza “demonizzare” chi ha una famiglia.”
Che strano… le vostre parole non le sono di alcun conforto? No, perché io mi sono sentita subito confortata. Sì, sì. Però ho anche una strana voglia di menare le mani. E sinceramente anche io desidererei ricevere in regalo un libro che elogia la vita da single. Perchè non mi bastano le mie amiche felicemente sposate a farmi una testa tanta con la storia di come sono fortunata ad essere single perchè posso fare quello che voglio (e te lo dicono mentre postano su Facebook foto coi figli con mille cuoricini e parlano della cenetta col marito).

“Qualcosa che le dica “Sì, ok, per ora non hai marito nè figli ma hai una bella carriera, la salute, una bella casa e l’amore prima o poi arriverà”
 “.
Ok la salute, ma il resto? Beh, hai una bella carriera e non vivi sotto i ponti quindi che te frega se quando arrivi a casa la sera ad aspettarti c’è solo l’eco del frigorifero. Tanto l’amore prima o poi arriverà! E’ il ritornello che ripetono tipo disco rotto le amiche e i parenti sposati ai single. E chi ve l’ha detto che sicuramente arriverà? Il Mago Otelma? Sapete per caso se noi single diventeremo anche ricche? No, perché se avete delle prove certe mi metto tranquilla e inizio a spendere subito le mie future ricchezze. Mi prestate la vostra carta di credito? Poi quando divento milionaria vi restituisco tutto.

“Ho guardato personalmente nel “reparto psicologia”, autori come quello psicologo televisivo Raffaele Morelli, ma non ho trovato nulla. Ho pensato anche a Kinsella, non è psicologa ma parla spesso della vita da “zitella” in modo ironico e molto carino”.
Ma che belle idee! Per un’amica single fissata con questa “pazza idea” di metter su famiglia, cosa c’è di meglio che regalare un manuale di auto-aiuto di uno psicologo o il libro di una scrittrice famosa in cui la protagonista si ammazza di shopping (solitamente surrogato di mancanze affettive). Sono soddisfazioni! 
A quel punto regalatele pure un carnet di 10 sedute di gruppo agli alcolisti anonimi, perché dopo questo affronto, il minimo è che la vostra amica single si attacchi alla bottiglia.
Ma la ciliegina è quando dice “vita da zitella”. Le parole sono importanti, vogliamo ricordarcelo?

Se io mi prendo per il culo da sola e mi dico che sono zitella (lo faccio spesso e questo blog è quasi completamente un auto-sfottò) si chiama autoironia. Se lo fa una mia amica sposata è assolutamente dispregiativo e offensivo.

Essere single non è una malattia e neanche qualcosa per cui essere compatiti o consolati, per cui vanno fatti regali di compleanno ad hoc o una condizione per cui è necessaria un’etichetta tipo lettera scarlatta.
E’ una situazione sentimentale in cui alcuni si sentono a proprio agio (anche se io ci credo poco, almeno nel lungo periodo), mentre altri ci stanno stretti, ma niente che giustifichi l’essere trattati con un diverso riguardo.
Quindi cari amici fidanzati/sposati, se proprio volete fare qualcosa per la vostra amica single, invece di regalare stronzate inutili e cercare di convincerla che si sta bene da soli (cazzata colossale) e/o che l’amore arriverà quando è difficile anche solo capire che tempo farà domani, continuate a comportarvi da amici come quando eravate tutti single. Chiamatela e usciteci insieme, senza aspettare il compleanno.
Anche se la single non ha ancora la fede al dito e non è passeggino-munita, vi assicuro che potrete trascorrere del tempo di qualità con lei e, chissà, sorprendervi perché magari sa anche cambiare cambiare un pannolino pur non avendo mai avuto figli (ma magari nipoti sì!).