Anche oggi non ho azzeccato l’outfit. Colpa del tempo pazzo di marzo.
L’altro ieri ero vestita troppo leggera e avevo freddo, ieri avevo troppi strati addosso e sono arrivata in agenzia sudata.
Oggi non avevo né freddo, né caldo. Stavo bene come temperatura. Però…
Ho messo una bella gonnellina leggera e svolazzante e appena uscita di casa mi sono resa conto che c’era un po’ troppo vento e la gonna ha preso il volo al punto che sembravo la brutta copia mora di Marylin e tutto ciò senza neanche passare sulle grate della metropolitana.
Tra l’altro avessi avuto i collant 100 denari poco male. Invece avevo messo le autoreggenti.
Ecco, nell’immaginario comune della popolazione maschile  “autoreggenti = troione” e in quello femminile malizioso“autoreggenti = sexy provocatrice”.
In realtà per me l’equazione è diversa: “autoreggenti = comodità”. Nel senso che fa ancora freddo per mettersi le gonne senza calze (lo so, le ragazze fashion escono senza calze anche a dicembre, ma io il freddo ce l’ho nelle ossa come gli anziani) e fa troppo caldo per i collant super coprenti.
Ma soprattutto le autoreggenti ti liberano da quella tortura che sono i collant nella zona addominale.

Cari produttori di collant, parliamone.
Perchè li fate sempre così stretti in vita che in confronto una pancera da anziana o un corsetto medievale sembrano degli accessori rilassanti?
Se sono a vita alta la pressione sullo stomaco a fine giornata provocherà dei fastidi che manco la gastrite, il reflusso e l’ulcera duodenale tutte insieme, soprattutto per chi sta molte ore seduta.
Se sono a vita bassa invece sarà l’intestino e le anche a subire una compressione tale che penserai di aver mangiato peperonata con salsiccia e polenta concia a colazione.
E voi potreste dire, allora comprateli di una taglia in più. Eh no! Perchè poi cascano dalla vita e ne avanzano quattro dita sulle gambe che tenterai di tirare su nella parte alta delle cosce, ma inesorabilmente scenderanno mentre cammini, costringendoti a fare il ballo di S.Vito in mezzo alla strada per cercare, invano, di riportarle alla posizione di partenza. Ma loro niente, scenderanno ancora e allora tu ci riproverai facendo di tutto per non dare nell’occhio, inutilmente, visto che avrai già fatto lo show e divertito tutti i passanti. E allora non ti resterà che la voglia di strapparteli di dosso anche se fuori ci sono 3 gradi.

Nell’attesa di trovare un collant che non provochi tutta questa serie di sofferenze, disagi e figure di merda, io mi arrangio come posso.
Se sono a vita alta li arrotolo in maniera ingegnosa sopra alla gonna e sotto al maglione evitando di formare un fastidioso e antiestetico salsicciotto.
Se invece sono a vita bassa spesso mi capita di dover praticare dei tagli verticali per allargarli un po’ in vita. Insomma, una cosa elegantissima che spero sempre non debba vedermi senza gonna nessuno a parte mia madre e il cane.
Poi finalmente arriva il clima giusto per le autoreggenti, ma come detto sopra, non mancano anche qui i fastidi.
Sì, perchè chiaramente la diretta conseguenza della folata di vento, della gonna che si alza, sono gli operai che ti fischiano!
Culo vuole che ci sia quasi sempre nei paraggi della tua disavventura un cantiere e figurati se chi ci lavora si perde un’occasione simile!
E se non c’è il cantiere, c’è sicuramente una macchina di ingrifati al semaforo.
Sono tutte coincidenze che ti mette a disposizione il destino, perchè diciamolo, al mattino quando esci di casa incazzata nera come ogni giorno, il maschio che ti fischia manco fossi un cane da riporto, è quel genere di attenzione che speravi di ricevere! Ma certo!
Mazzi di fiori? Cioccolatini? Messaggi carini? Lettere d’amore? Noooo, solo dei dannatissimi fischi… se poi ci abbinano anche apprezzamenti scontati e di basso livello, yeah, lì sì che da incazzata passo a incarognita!