Comincio ad appoggiare il piede per terra, ma sento ancora un po’ male e fastidio, per cui è ancora presto per mollare del tutto le stampelle.

Però inizio a farmi dei giretti in casa e oggi ho deciso di prendere un po’ d’aria fuori e sono tornata sul “luogo del delitto” per fare le foto alla buca colpevole della mia caduta.
L’operazione prevedeva il minimo sforzo da parte mia, seduta lato passeggero con mia madre al volante.
Non è stato facile per via del punto in cui si trova, così ho deciso di scendere.
Una fotografa azzoppata non è certo il massimo, ma mia madre mezza ciecata (e con un senso della messa a fuoco che lascia piuttosto a desiderare) non è certo meglio!

buca assassina
Ebbene, mi è bastato scendere dall’auto e fare due timidi passi stampellati per vedere materializzato un ragazzo disponibile ad aiutarmi!
Cioè, uno che di sua spontanea volontà ha perso 60 secondi del suo preziosissimo tempo per aiutare una sventurata qualunque in difficoltà.
Uno che non voleva niente in cambio e che non si è avvicinato solo dopo avermi guardato il culo.
Uno che ha sorriso sinceramente e non con la falsità lampante di chi sta pensando che, prima di provarci, almeno uno sforzo facendo il finto gentile si può fare, ma senza esagerare prima che la scema di turno si monti la testa.
Uno che mi ha guardato negli occhi perchè così fanno le persone educate e non solo perchè focalizzandosi sulle mie tette non ci sarebbe molto da guardare.
Devo continuare?
Che meraviglia!
Però io da diffidente quale sono mi sono poi chiesta, era il ragazzo molto gentile e sincero o io visibilmente impedita e quindi facevo pietà?
Nel dubbio non escluderei la seconda ipotesi!

(nota a margine: a casa mia ascensore rotto, quindi scale sia all’andata che al ritorno. Un piano solo, che per me è come farne 15. Bene. Molto bene).