Non posso farci niente, la danza è un richiamo troppo forte per me e un romanzo che parla di balletto non potevo non leggerlo. Non sarà neanche l’ultimo, fatevene una ragione.
La trama del libro può sembrare banale, ma offre degli spunti di riflessione e come lettura estiva è stata piacevole.

L’autrice Sophie Flack è una ex ballerina del New York City Ballet a cui è stato chiesto di raccontare in un libro la sua esperienza in una delle compagnie di danza più importanti del mondo e in “Balla, sogna, ama” racconta in versione romanzata le gesta di una ballerina che potrebbe essere lei.

Hannah Ward, la protagonista, studia danza classica sin da quando era una bambina e il suo talento la porta ad allontanarsi dalla sua città e dalla sua famiglia per ballare nel prestigioso Manhattan Ballet di New York.
Qui darà tutta se stessa per conquistare ruoli sempre migliori nei vari spettacoli.
Sul palco è fantastica e non le mancano ambizione e volontà, ma dovrà far fronte a tutte le difficoltà e le insidie del dietro le quinte: i sacrifici, l’impegno, la convivenza con le altre ballerine, l’invidia, la competizione, le diete e le rinunce.
Sì perchè una ballerina deve mettere la danza al primo posto, anche se vuol dire lasciare la famiglia e dimenticarsi la vita privata.
L’incontro con Jacob, un musicista completamente estraneo alla danza, le apre un mondo: quello della vita vera di una ragazza di diciannove anni.
Così Hannah sarà al bivio: continuare la carriera di ballerina (che rende impossibile avere relazioni stabili soprattutto con qualcuno che non balla) oppure abbandonare un sogno e smettere di fare rinunce per aprirsi alla vita fuori dalle scene e seguire la strada dell’amore?
L’autrice ad un certo punto della sua carriera ha smesso di ballare e oltre a scrivere, ora dipinge, ma solo leggendo il libro capirete se la protagonista, Hannah ha fatto la stessa scelta riguardo la danza.
Dopo tutto l’autrice si è ispirata alla sua esperienza personale, ma non è detto che sia il racconto fedele di quello che è successo a lei.

Come dicevo all’inizio immergermi in storie di danza mi fa emozionare perchè per me è un capitolo che non si chiuderà mai, almeno non nel mio cuore.
Le riflessioni di cui parlavo ruotano intorno al concetto di passione per qualcosa. Dell’impegno e la dedizione assoluta per raggiungere i propri obiettivi.
Io in questo senso sono un po’ contrariata da sempre. Se da un lato ammiro le persone che riescono a dedicarsi completamente alla loro passione, dall’altro trovo sbagliato rinunciare a tutto per raggiungere un solo sogno, anche se ambizioso.
La vita é troppo breve e ricca di cose belle per rinunciare completamente a molte di esse, in favore di una soltanto.
Vorrei avere una figlia femmina e impazzirei di gioia se volesse diventare una ballerina e arrivare dove a me non è stato possibile in questa meravigliosa disciplina, ma non vorrei privarla di tutto il resto.
I latini dicevano “in medio stat virtus” e forse l’unico modo per essere una ballerina classica, ma non rinunciare a tutto è quello di non diventare una professionista legata a prestigiose compagnie di danza, cosa che non esclude la possibilità di vivere comunque le bellissime emozioni della danza.

Un altro particolare che mi ha fatto apprezzare il libro è l’ambientazione nella città che più mi attira al mondo: New York! E non solo: la protagonista ha frequentato la “High School of Performing Arts”. Sì, proprio quella dove è stato ambientato “Fame” negli anni ’80!
Quanto ho amato quella serie tv! Mi immedesimavo e sognavo di studiare in quelle aule di danza.
A proposito: dopo aver cercato invano i dvd dell’intera serie, ho trovato un canale YouTube in cui sono caricati tutti, o quasi. In inglese con sottotitoli in inglese, proprio quello che cercavo! Ma ci sono molti episodi anche in italiano.

Infine aggiungo solo che la traduzione del titolo non è testuale dal momento che in inglese era “Bunheads” che poco c’entra con “Balla, sogna, ama”.