ABOUT THE BLOG

Anni fa, quando ancora i blog erano qualcosa di nebuloso per me, ne avevo aperto uno personale su un’altra piattaforma, ma mi annoiavo e l’ho lasciato morire.
Dopo qualche tempo ho aperto un blog di cucina (a cui se ne era affiancato un altro dedicato solo ai dolci decorati in stile cake design) e ho cominciato a divertirmi tantissimo, anche se il poco tempo libero mi ha sempre impedito di diventare una perfetta foodblogger. Ok, sarò sincera, ad un certo punto ho cominciato a non sopportare più l’ambiente dei foodblogger dal momento che molti di loro si atteggiavano a chef stellati anche solo dopo aver ricevuto tre pacchi di pasta in regalo da un produttore per avere in cambio un post.
Inoltre, il mio cambio piuttosto radicale di alimentazione, da “magno laqualunque, con zuccheri e grassi a profusione” a “mangio sano e buono anche se per gli altri sono solo erbe scondite” ha reso il mio foodblog non più in linea col mio nuovo stile di vita.
Scrivevo ricette con lunghi preamboli, ma non mi bastava perché ho sempre fatto un (ab)uso delle parole, sono quasi una droga per me. Parlo e scrivo tanto, forse troppo, da sempre.
Così, ho preso la malsana abitudine di stressare gli autolesionisti che mi leggono anche su FB con degli aggiornamenti di stato che, viste le lunghezze, sono dei veri e propri post.  Siccome a fronte di qualcuno che non ne può più delle mie elucubrazioni sui social network, ce ne sono molti di più che invece si sono dichiarati divertiti dalle mie lunghe (e spesso superflue) riflessioni, ho pensato che fosse arrivato il momento di partorire le mie perle in uno spazio più consono come un blog personale.
Alla fine, sono tornata al punto di partenza con una consapevolezza maggiore.

Mentre la normalità prevede che una persona prima apra un blog e poi inizi a scrivere i post, io ho voluto essere originale e ho fatto il contrario. In realtà è andata così: ho aperto un blog nel 2012 su una piattaforma gratuita, ci ho scritto post da subito, ma solo a fine 2014 ho deciso di renderlo pubblico. Giusto qualche mese per ritagliarmi il tempo necessario per fare amicizia con WordPress ed ecco a marzo 2015 pronto e finalmente pubblicato il blog nuovo, ma già zeppo di post.

Questo blog non vuole essere un mero contenitore di sciocchezze pensieri, mi piace l’idea di potermi rileggere a distanza di tempo, farmi una risata e sentirmi felice per non aver buttato nel dimenticatoio tanti pensieri. Oltre ovviamente alla finalità principale del blog: condividere con gli altri racconti, momenti, emozioni.
Sperando che alcuni passaggi non creino incidenti diplomatici con chi magari si è riconosciuto nei miei racconti, nonostante la mia precauzione nel non fare nomi nel blog e nell’evitare di dettagliare eccessivamente luoghi e date proprio per evitare di ricondurre ai veri protagonisti.
Nel caso, sappiate che non é mia intenzione offendere nessuno (quello al limite lo faccio di persona! 😉 ), ma al contrario strappare una risata.

L’ironia infatti è un elemento fondamentale della mia vita che mi permette di affrontarla al meglio, soprattutto quando le cose non vanno come vorrei. E in questo blog l’ironia (anche in versione “auto”) è il filo conduttore senza il quale sarebbe tutto oltremodo noioso.

Ovviamente, essendo un blog personale, quindi una sorta di diario, non segue nessuna rigida programmazione editoriale, ma solo poche regole dettate dal buon gusto e dall’educazione.
Detto in altre parole, scrivo quello che voglio e quando voglio. Solo sul “come voglio” metterò un freno limitando al massimo il turpiloquio, per evitare che l’emozione di certi momenti prenda il sopravvento facendomi apparire poco elegante.
Ehm… non escludo di poter anche scrivere qualcosa di serio ogni tanto!

Perché questo blog si chiama “Volevo gli occhi azzurri”?.
Semplice, perché é realmente quello che volevo… perché praticamente tutti i miei parenti dalla parte di mio padre ce li hanno (e anche lui li aveva), mentre dalla parte di mia madre domina l’anonimo marrone. Ovviamente avendo il 50% di possibilità di ereditare uno dei due colori, la mia onnipresente buona sorte ha deciso di non dotarmi di occhi azzurri.
Inoltre mio padre non c’é più da qualche anno e mi sarebbe piaciuto guardarmi allo specchio tutti i giorni e rivedere nei miei occhi, i suoi.
Questa cosa l’ho presa decisamente male e non me ne faccio ancora una ragione. Mi consola solo sapere che anche se non li ho visibili all’esterno, gli occhi azzurri fanno parte del mio patrimonio genetico.
Mi sembrava un nome adeguato per rappresentare il mio blog personale.