Facendo qualche giro, di link in link su internet, mi ero imbattuta nella pagina di Franco e Andrea e la loro storia mi ha rapito dal primo momento. Così ho ordinato subito su Amazon il libro:

“Se ti abbraccio non aver paura” – Fulvio Ervas

Il tema del libro è l’autismo. E’ una malattia di cui sapevo poco e niente, però mi ha sempre incuriosito.

“Se ti abbraccio non aver paura” è un libro di viaggio che Fulvio Ervas ha scritto sulla base del racconto di Franco Antonello e la scelta di narrare in prima persona è molto efficace e fa arrivare maggiormente l’emozione. Si ha l’impressione che il libro sia stato interamente dettato da Franco.

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Il viaggio in realtà è su due fronti.
Da un lato c’è l’attraversata fisica di parte degli Stati Uniti e parte dell’America Latina, parallelamente c’è un viaggio più importante: quello all’interno del mondo dell’autismo.
I protagonisti sono Franco Antonello, padre straordinario e Andrea Antonello, figlio diciassettenne (nel 2010, quando è ambientato il racconto) e autistico.
Andrea era un bambino sano. Intorno ai tre anni, proprio a seguito della somministrazione dei vaccini, Andrea comincia a stare male e a regredire mentalmente. Ha avuto la febbre per circa 15 giorni e poi ha iniziato a chiudersi in sé manifestando i sintomi dell’autismo.
(Circa 6000 famiglie hanno scritto a Franco Antonello per raccontare esperienze del tutto simili sulla comparsa della malattia dopo i vaccini anche nei loro figli. Franco è tra coloro che non credono possa trattarsi solo di una coincidenza. Ha inoltre avuto conferma da parte di una casa farmaceutica molto famosa a proposito del legame tra vaccini e autismo).

Da quel momento inizia per la famiglia Antonello il peregrinaggio tra ospedali e medici alla ricerca di informazioni e cure. Anche cure sperimentali, alternative e spirituali, ma niente funziona al 100%.

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E l’inizio dell’estate del 2010 quando Franco decide di partire per tre mesi da solo con Andrea, contro il parere dei medici che non credono sia un viaggio compatibile con le esigenze e le capacità di un ragazzo autistico. Ma lui non da ascolto ai professori, ma solo al suo cuore.
Così il 6 luglio partono, prima destinazione Miami. Le altre tappe arriveranno senza aver fatto programmi precisi, qualcuna addirittura suggerita da alcune persone conosciute in viaggio.
A bordo di un’ Harley Davidson prima e poi di altre moto e auto a noleggio, dormendo in hotel quando possibile o accontentandosi di spartane amache, questi due uomini speciali in modo diverso, hanno macinato chilometri per tre mesi, incontrando gente di ogni nazionalità, conoscendo luoghi meravigliosi spesso fuori dai classici circuiti turistici e se questo viaggio ha lasciato il segno in loro due, sicuramente loro due hanno lasciato uno più macroscopico in chi li ha conosciuti strada facendo.

E’ un viaggio on the road emozionante e corraggioso, fatto di incontri speciali, di scoperte e anche di fatica. Le persone incontrate sul cammino hanno quasi sempre capito Andrea al volo e si sono rese disponibili ad ospitarli, a consigliare loro degli itinerari o anche solo a scambiare qualche parola. Fino all’incontro più toccante, quello con José, un ragazzo autistico e paraplegico che viveva in una baracca in Costarica in condizioni pessime. Quel ragazzo ha toccato il cuore enorme di Franco, ma sembra aver stabilito anche un contatto con Andrea. E’ stato un momento talmente importante che Franco Antonello ha deciso di devolvere tutti i proventi a lui spettanti, per aiutare José a costruire una casa più dignitosa.

E magari dopo aver letto il libro, potrete vedere (o rivedere) qui il servizio delle Iene in cui Giurio Goria accompagna Franco e Andrea in Costarica per consegnare a José e alla sua famiglia la sua nuova bellissima casa.
Che emozione!

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Franco è un padre esemplare. Ha deciso di non piangersi addosso e di non rassegnarsi alle infelici prescrizioni mediche, ma di provarle tutte per aiutare Andrea e questo viaggio è un tentativo estremo e intelligente. Lui vuole cercare di entrare nel mondo di suo figlio e lo sprona a comunicare sempre di più.
Non si arrende anche nei momenti di difficoltà del viaggio e forse questa sua tenacia viene un po’ aiutata dal destino dal momento che capitano diversi imprevisti, ma lui riesce a tirarsi fuori da tutti i problemi al meglio. E’ come se il fato volesse mandargli delle prove per vedere la sua capacità di reagire per poi inviargli anche le persone o le situazioni per risolvere tutto.
Da cattolica potrei dire che nel suo caso è vero quello che si dice, cioè che Dio manda ad ognuno di noi solo le prove che è in grado di superare.
Franco è generoso. In più occasioni riesce a guardare oltre il proprio orticello (che già necessita di cure speciali) allo scopo di aiutare chi ha più bisogno.
Franco è coraggioso, ma non nasconde i suoi timori per il futuro. Ha paura per Andrea pensando a quando lui e la moglie non ci saranno più.

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Andrea è un ragazzo adorabile e bellissimo.
Lui comunica come può (a voce, ma soprattutto rispondendo alle domande del padre scrivendo al computer), ma questo non vuole assolutamente dire che non capisca! Anzi, la sua sensibilità è toccante: lui è consapevole della sua malattia e più volte esprime il suo disagio manifestando la volontà di liberarsene.
Andrea ama i colori e li usa per dipingere.
Il mondo di Andrea è fatto di momenti di calma che improvvisamente diventano agitazione riempita dai suoi riti, quelli che lui stesso dice essere inevitabili.
Ma soprattutto, Andrea abbraccia le persone e tocca loro la pancia per comunicare e conoscerle. Non disdegna neanche i baci.
Questi sono particolari che mi hanno fatto una grande tenerezza, anche se immagino che essere colti di sorpresa da un ragazzo che non si conosce che arriva e ti abbraccia, può lasciarti un attimo interdetto.
La tenerezza però lascia spesso spazio al nodo allo stomaco che viene, pensando alla sua sofferenza interiore e al suo sentirsi imprigionato nella malattia, che è un po’ il denominatore comune di tutti coloro che soffrono di un disagio mentale e ne sono consapevoli.

Questo libro è sicuramente utile per chi ha un figlio o una persona vicina che soffre di autismo perchè  regala speranza e perchè ci offre un modello di genitore tenace, fuori da molti schemi, ma assolutamente da prendere come esempio.
E’ evidente che Franco ha delle possibilità economiche che gli hanno permesso di provare esperienze come questa o che gli permettono di seguire Andrea tutti i giorni, tutto il giorno. Ma non è necessario fare un viaggio di tre mesi dall’altra parte del mondo per aiutare un ragazzo autistico. E’ fondamentale non rassegnarsi lasciandolo chiuso da solo in una stanza, magari imbottito di farmaci per rincoglionirlo, nascondendo le sue reazioni e le sue emozioni.
Inoltre fa capire che a volte andare contro corrente è la soluzione migliore.
Per chi non ha una persona cara ammalata di autismo apre una finestra su questa malattia aiutando a lasciare fuori la paura e il pregiudizio.
Franco e Andrea sono una bella lezione di vita.

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Se pensate che io vi abbia raccontato anche troppo, non è così. Leggendolo capirete che c’è molto altro. Anzi, vi do un consiglio: se potete, leggete il libro davanti al pc, collegatevi alla pagina FB di Franco e Andrea e ammirate le numerose foto del viaggio che Franco ha voluto gentilmente condividere con tutti. Sarà una bellissima esperienza: il libro sarà la didascalia delle immagini e le immagini saranno il completamento visivo del libro.
Potrete cogliere le espressioni (e quindi le emozioni) dei due protagonisti e rimanere folgorati dalla quantità di amore che si percepisce.

Oltre alla pagina FB,ecco gli altri indirizzi legati a Franco e Andrea:
– sito ufficiale della fondazione “I Bambini delle Fate” creata e presieduta da Franco Antonello
– canale You Tube ufficiale dove trovare moltissimi video e interviste a Franco e Andrea
Fateci un giro ogni tanto per tenervi aggiornati e per contribuire alle iniziative proposte.

Inutile dire che vorrei tanto conoscere Franco e Andrea.
Andrea, se mi abbracci io non ho paura.

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